Ricette

Carsenze di Sant’Antonio

Domenica pomeriggio, a Castelletto di Abbiategrasso, si è svolto il tradizionale falò di Sant’Antonio accompagnato dall’altrettanto tradizionale vendita delle carsenze, un dolce povero che, in questa precisa occasione, addolcisce i palati aiutando a mitigare, intorno ad un grande fuoco,  i rigori di queste fredde giornate di gennaio.
Purtroppo quest’anno non ho potuto partecipare direttamente all’evento, ma ho mandato Andrea a rubare qualche immagine della scoppiettante pira e, ovviamente, ad acquistare un paio di carsenze.
Quando questa sorta di frittella soffice è arrivata tra le mie mani ancora tiepida, ho pensato che non potevo non dedicarle un post.

Non ho preparato io questo sfiziosissimo dolce che vedete nell’immagine e devo, mio malgrado, confessarvi che non sono nemmeno riuscita a trovare una ricetta ufficiale.
Mio suocero è la fonte più autorevole da cui ho potuto attingere informazioni, ma  ricorda solo gli ingredienti che utilizzava sua madre e non le dosi.
Pare ci siano diverse versioni, ma quella che mi è stata riportata parte da un impasto composto da:
farina 00
lievito di birra
acqua
uova
zucchero semolato
buccia di limone grattugiata
uvetta
L’impasto è dunque molto simile a quello di una focaccia dolce (pare che tradizionalmente si utilizzasse lo scarto del’impasto per il pane di tutti i giorni avanzato dai fornai) che, dopo un adeguato tempo di lievitazione, viene steso in dischi che vengono fritti e cosparsi di zucchero semolato.
Penso sia superfluo dire che, mangiata calda, vale tutto il sacrificio di essere usciti in una grigia e gelida giornata d’inverno.

Francine

NB. Prometto che, in caso dovessero giungermi notizie più dettagliate, modificherò il post per regalare anche a voi la ricetta  precisa di questo dolce tanto semplice e antico quanto, a questo punto, velato di mistero… oltre che di un generoso strato di zucchero!

Falò di sant'Antonio a Castelletto Creazioni fusion or confusion

 

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